di Nando Pagnoncelli
Futuro nazionale scende al 7,9%, risale la Lega (5,6%). Meloniani al 26,7%, seguono dem (19,9%) e M5S (14,9%)
Anche ottobre, come ormai siamo abituati, è stato un mese denso di avvenimenti. In primo luogo, questa volta, per quel che riguarda la politica interna. Naturalmente occorre partire dai due elementi che hanno agitato la cronaca politica e sociale: il caro carburanti che ha prodotto proteste diffuse in particolare tra gli autotrasportatori, che sono sembrati a un certo punto minacciare i rifornimenti di beni essenziali al Sud, e le proteste giovanili, purtroppo sfociate in disordini e assalti che hanno agitato alcune delle principali città italiane e su cui si è sviluppato un articolato dibattito relativo alle ragioni sociali che stanno alla base di questi comportamenti e alle politiche da adottare nei confronti del disagio giovanile. Ancora, citando senza un particolare ordine, vanno ricordate l’approvazione della legge elettorale (per cui si attende il pronunciamento della Consulta, importante anche per la definizione della data delle prossime elezioni politiche); il percorso di discussione della manovra finanziaria, piuttosto tormentato, trattandosi di una manovra «preelettorale» sottoposta però a forti vincoli di bilancio; il congresso della Lega, vinto da Salvini ma con




