
di Agostino Gramigna
Lorenzo Benedetto, presidente dell’Ordine dei geologi della Campania: «C’è un piano, ma molti non sanno quali sono le aree di assistenza»
La scossa di magnitudo 4.7 registrata venerdì rappresenta il terremoto più forte degli ultimi 40 anni ai Campi Flegrei. C’è da preoccuparsi? Risponde Lorenzo Benedetto, presidente dell’Ordine dei geologi della Campania.
«Il 30 giugno 2025 la magnitudo era stata di 4.6. Si dirà: siamo lì. Niente affatto. Lo 0.1 rappresenta il 50% di energia in più rilasciata. Si spiegano così i forti danni alle strutture».
La magnitudo può aumentare?
«Sulla base dei dati storici non si dovrebbe superare 5 di magnitudo. L’energia liberata sarebbe più del doppio. E danni in proporzione».
È in atto uno sciame sismico legato al bradisismo. Può spiegare di cosa si tratta?
«Un lento sollevamento del suolo causato dalla dinamica della camera magmatica. Fino a quando il terreno continuerà a sollevarsi noi avremo dei sismi. Il terreno, sollevandosi, si deforma e accumula energia. Quando si supera la resistenza meccanica delle rocce queste si spezzano e si hanno i terremoti. È un fenomeno naturale, storico».
Storico è anche il problema. Come i rischi. Crollano edifici, crollano i costoni.
«Qui bisogna aprire




