LA FILOSOFIA PROGETTUALE: PRIORITÀ ALL’EFFICIENZA GLOBALE
Il Ferrari 067/6 non è semplicemente una versione diversa dello stesso V6 utilizzato dagli avversari. La filosofia scelta a Maranello parte da una domanda: in una Formula 1 nella quale motore, raffreddamento e carrozzeria sono sempre più interdipendenti, conviene cercare l’ultimo cavallo oppure accettare un piccolo sacrificio dell’endotermico per ottenere una macchina più leggera ed efficiente?
La risposta Ferrari è stata una power unit capace di funzionare con temperature più elevate, abbinata a un sistema di sovralimentazione compatto e a radiatori più piccoli. Il motore concede spazio e libertà agli aerodinamici, che devono restituire sul giro ciò che viene eventualmente perso sul banco prova.
LA SCELTA DEL TURBO COMPATTO: RISPOSTA PRONTA CONTRO POTENZA PURA
Il turbo comprende due elementi collegati dallo stesso albero: la turbina, mossa dai gas di scarico, e il compressore, che aumenta pressione e densità dell’aria destinata al motore.
Il regolamento permette un diametro compreso fra 100 e 110 millimetri per la girante del compressore e fra 90 e 100 millimetri per quella della turbina, con un regime massimo di 150.000 giri. La Ferrari si colloca verso l’estremità più piccola di queste finestre e Mercedes e Red Bull verso quella maggiore.




