L’isola di Salina viene conosciuta anche come la perla delle Isole Eolie, con esplosioni di natura palpabili, che generano da sempre piatti fantasiosi e di gusto particolarissimo. Michele Caruso e la moglie Clara Rametta (venuta a mancare nel 2025), emigranti negli Stati Uniti, nel 1988 rientrano a Salina, per intraprendere l’attività di ricezione turistica, che ancora non aveva avuto espressioni particolarmente significative, iniziando con un piccolo hotel di sedici camere (oggi divenute trenta), con cucina per fare mangiare solo gli ospiti dell’hotel (Signum, con il significato di “segno” o “impronta”, per indicare la volontà di lasciare un segno autentico di accoglienza e di rispetto per la vera anima).
La sala interna del Ristorante Signum, con luci soffuse e un’atmosfera calda, raffinata e accogliente
Una sorta di casa patronale, composta però da antiche unità abitative, rimaste di impronta eoliana, con tanto di piazzetta, il tutto immerso in giardini tipicamente eoliani, con inebrianti profumi di gelsomino. Quindi, appena raggiunta la maggiore età, prima Luca e poi Martina, si affiancarono ai genitori, divenendone ormai gli artefici indiscussi di una successo unico per dimensioni, che è passato attraverso le attività di




