«Che tempo che fa» è entrato nel suo 24°anno di vita con un’ospite internazionale, Sophie Marceau, la sindaca di Genova Silvia Salis, Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, Marco Mengoni. Ovviamente con Luciana Littizzetto e gli opinionisti (quasi) fissi. La novità di quest’anno è che il programma si sdoppia: la domenica propone l’appuntamento tradizionale dedicato alle interviste, mentre il mercoledì, in prima serata, diventa una puntata autonoma interamente consacrata a «Il Tavolo», per dare più spazio alla comicità e alle chiacchiere leggere (Nove).
Il pregio di Fabio Fazio è che non scambia il conflitto per il dibattito, né la prevaricazione per la personalità. Sa mettere a proprio agio l’ospite, creare un clima di cordialità, lasciare che l’interlocutore trovi il proprio spazio. Non ha bisogno di dimostrare di essere il «padrone» dello studio: gli basta tenere il filo della conversazione. In una tv che spesso confonde l’intervista con l’interrogatorio e la vivacità con l’interruzione, non è una qualità da poco. Naturalmente, la cordialità può anche diventare una forma di compiacenza, ma non è questo che definisce la sua conduzione.
Fazio sa soprattutto sottrarsi alla tentazione di trasformare ogni incontro in una prova di forza. Col tempo, CTCF ha acquisito una funzione che va




