
di Lorenzo Cremonesi
Gilles Kepel: «Il Paese è a pezzi e la repressione interna è terrificante. L’Europa? Si dimostra nemica degli Usa di Trump»
«Il regime iraniano si trova in una situazione difficilissima. Il Paese è disastrato. E manca un vero capo carismatico in grado di mediare tra moderati e estremisti, come invece avveniva nel passato», sostiene il politologo Gilles Kepel intervistato dal Corriere.
Come legge la scelta di mandare infine a Islamabad il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi?
«La Casa Bianca ha esercitato un’enorme pressione su Teheran, senza ricorrere alle armi, ma con il controblocco navale. E adesso gli americani godono di un piccolo vantaggio: l’Iran è distrutto anche nelle sue infrastrutture civili. La repressione interna è terrificante: ogni giorno ci sono condanne a morte ed esecuzioni di oppositori. Ma proprio il controblocco navale Usa, che è piratesco in essenza come quello iraniano a Hormuz, è stata la misura di maggior successo. Oggi l’Iran non può più esportare petrolio, mancano i soldi per fare funzionare quel poco che è rimasto in piedi. La situazione interna è talmente grave che anche i suoi dirigenti più oltranzisti sono costretti ad accettare la ripresa dei negoziati».




