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Il Paraguay nel caos per il crac di Ueno Bank: conti correnti bloccati, si dimette il presidente Peña (azionista della banca fino all’anno scorso)

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di Sara Gandolfi

Santiago Peña era azionista della banca al centro dello scandalo

Era considerato la Svizzera dell’America latina. Ora il Paraguay è sull’orlo di un abisso finanziario e politico, che rischia di coinvolgere anche i Paesi vicini. Il presidente conservatore Santiago Peña, alleato di Donald Trump, ha rassegnato ieri le dimissioni nel mezzo della tempesta innescata dal crack della «ueno bank», di cui è stato socio azionista fino al marzo 2025 e che, secondo i suoi oppositori politici, anche grazie a lui è arrivata a gestire 850 milioni di dollari di fondi pubblici. Tre milioni di clienti, ovvero quasi la metà della popolazione del piccolo Paese sudamericano, è rimasta di colpo senza accesso ai propri conti correnti. E decine di migliaia di pensionati rischiano di non ricevere l’assegno mensile.

Le dimissioni sono state una scelta obbligata per l’ex enfant prodige della politica paraguayana. Il Congresso aveva infatti già avviato, con il via libera del suo stesso Partido Colorado, il procedimento di impeachment per conflitto di interessi, che è poi stato comunque approvato all’unanimità. 

Nel 2023, Peña era diventato il più giovane presidente mai eletto nella tormentata storia del Paraguay, promettendo un grande rinnovamento dentro

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