
di Matteo Persivale
Nel 2025, ha spiegato Katrin Bennhold, «il Times ha pubblicato quasi mezzo milione di articoli giornalistici originali – articoli, foto, video, podcast – per un costo di oltre 2 miliardi di dollari»
DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – È nell’assoluta normalità delle cose che il barista venga pagato per il caffè, il pizzicagnolo per il mezz’etto di prosciutto cotto, il ferramenta per la brugola. Per qualche motivo però si è diffusa l’idea che il giornalismo on line debba essere gratuito: nella popolare newsletter mattutina The World, Katrin Bennhold del New York Times ha scritto una lunga introduzione un po’ triste spiegando perché gran parte dei link a cui la newsletter punta sono, da giorni, «dietro paywall», e non più liberi come sono stati finora.
«Volevamo essere sicuri che i nostri lettori in tutto il mondo – voi tutti – potessero conoscere il nostro giornalismo prima di chiedervi di sostenerci. Quel momento è ormai arrivato. La newsletter rimarrà gratuita. Ma l’accesso gratuito ai link interni sarà limitato a pochi eletti al giorno. Alcuni di voi hanno scritto, sorpresi e talvolta infastiditi dalla prospettiva di raggiungere il limite di pagamento» scrive Bennhold.
Segue un lungo elenco




