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Il Nabucco a due facce di Carminati e Fourny

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di Enrico Girardi

Allo Sferisterio di Macerata

Ritorna il «Barbiere» rossiniano nella scanzonata, irriverente messinscena del 2022 di Davide Menghini; ritorna il robusto «Trovatore» che nacque nel 2013 ma che reca ancora oggi la gagliarda forza teatrale dello spettacolo di Francisco Negrin. La novità del 62° Macerata Opera Festival è dunque il «Nabucco»a due facce in scena anche domani, il 1° e il 9/8.

È a due facce perché propone protagonisti eccellenti e deludenti, relegando la «medietas» della routine a personaggi secondari, come la pur brava Fenena di Laura Verrecchia, lo Zaccaria intermittente di Alberto Comes e l’Ismaele affaticato di Alessandro Scotto di Luzio.

Pur correndo in parte il rischio di spingere oltre ciò che detta lo stile, Ariunbaatar Ganbaatar è però un Nabucco solido, convincente perché mai monocorde, anzi capace di una ricca gamma di accenti espressivi. E così l’Abigaille di una Anastasia Bartoli che sa nascondere dietro la dura facciata del potere cui aspira la fragilità della donna consapevole di non possederne il rango. E se le minime sfumature arrivano nitide da un palcoscenico difficile come quello dello Sferisterio, chissà in un teatro «vero».

A deludere è invece la messinscena tutta simmetrie

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