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Il maestro, la maledizione centenaria e i garofani spezzati: Eusebio e l’ombra di Bela Guttmann

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Venerato in Portogallo al punto da ricevere una statua mentre era ancora in vita, Eusébio ha incarnato il successo e il riscatto grazie al suo scintillante talento. Eppure, dietro questa facciata di trionfi e identità da combattente, si celava un tormento profondo: una vera e propria maledizione sportiva che gli impedì di raggiungere la piena felicità

Si può essere stati fuoriclasse assoluti, ricchi e famosi; si può aver vinto tutto quello che c’era da vincere, incantando il pubblico e facendo impazzire gli avversari; si può essere considerati eroi nazionali, simboli di un’epoca, icone; si può essere stati tutto questo, e il protagonista di questa storia lo è stato, eppure essere rincorsi da una maledizione che vi ossessiona, vi tormenta e, alla lunga, non vi concede la piena felicità. Stiamo parlando di Eusebio da Silva Ferreira, uno dei più grandi calciatori di ogni tempo, la risposta europea all’arte di Pelè, venerato in Portogallo tanto che venne eretta una statua che lo raffigurava proprio davanti all’Estadio da Luz di Lisbona, e lui era ancora in vita. Non è da tutti avere una statua quando si è ancora al mondo. Eppure anche quest’uomo di successo, questo esempio di come il talento possa far

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