
di Paola De Carolis
Emma Clare, direttrice della «End of Life Doula Uk», racconta in cosa consiste il lavoro della «doula», scelto da 450 persone solo in Inghilterra: «Aiutiamo a vivere meglio la morte, a evitare il panico e capire cosa sta succedendo»
LONDRA – C’è un gatto a casa di Emma Clare che le passeggia attorno mentre lei parla di morte, un felino dal pelo lucido e lo sguardo attento la cui storia dà un’idea dell’umanità di una donna che per mestiere ha scelto di accompagnare malati e anziani nel loro ultimo viaggio. «Era destinato a essere eutanizzato, aveva smesso di mangiare. I vicini me lo hanno affidato… Si è ripreso». Ora è sempre con lei, come le storie dei suoi assistiti.
Il suo è un lavoro «pieno di gioia e di vita», spiega la direttrice della End of Life Doula UK. «Quando vieni chiamata sei presente per la famiglia intera: sei una persona neutra che può spiegare i vari stadi della morte, i cambiamenti fisici e psicologici, e formulare un piano, con diverse alternative, nel rispetto dei desideri del malato o l’anziano. È un’esperienza profonda» dettata dal motto «gentle but clear», delicata ma chiara, come




