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Il governo teme l’escalation di Mosca. «Possibile attacco all’inizio del 2027»

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di Marco Galluzzo

I report parlano di un’azione contro obiettivi vitali della Nato in un Paese facile da colpire

L’ultimo atto di una guerra ibrida che a Palazzo Chigi definiscono quotidiana, è il decreto del governo russo pubblicato i primi di settembre che di fatto espropria la filiale locale dell’azienda italiana Dkc. In Italia la notizia è passata sotto traccia, rilanciata solo da qualche sito finanziario di secondo piano. Ma negli uffici del governo definiscono l’atto del Cremlino «un attacco ai nostri interessi economici nazionali», una sorta di secondo caso Ariston: l’azienda italiana che produce materiali elettrici ha in territorio russo 4.200 dipendenti, che da alcuni giorni lavorano sotto un commissariamento che ha affidato tutte le deleghe ad esponenti vicini al governo di Mosca. 

Non ci sono solo i droni, la Lituania, gli incidenti al confine: a Palazzo Chigi tengono il conto quotidiano, settimanale, degli atti che definiscono ostili, di ritorsione, di spionaggio (e non tutti quelli che vengono bloccati vengono pubblicizzati) e che avrebbero come mandanti entità fisiche o digitali che provengono dalla Russia. «Sono arrivati a spiare persino alcuni vertici delle nostre società partecipate e per fortuna in quel caso siamo intervenuti in tempo», racconta chi

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