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«Il funerale del secolo» e il regime senza volto: l’Iran celebra Khamenei, ma Mojtaba ancora non c’è

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di Greta Privitera

Spuntano gli altri tre figli di Khamenei. Naser Makarem Shirazi, grande religioso sciita, promette una «punizione divina» per i responsabili della morte dell’ayatollah

Mostafa, Masoud e Meysam Khamenei fissano i sei uomini che, a passo lento, sollevano la bara del padre e la portano fuori dalla Grande Moschea dell’Imam Khomeini. È il terzo giorno del lutto pubblico, il cuore delle sette giornate che la Repubblica islamica ha battezzato «il funerale del secolo». La bara di Ali Khamenei viene sistemata sul palco. Meysam cede in un pianto improvviso e si copre il volto con il tessuto bianco e nero dei basij, la stessa sciarpa che il padre ha voluto deposta sulla cassa.

Sotto il palco, la tv di Stato costruisce il mito. Un mare di bandiere rosse — lutto e vendetta — si agita come un’onda ininterrotta. La folla, nelle immagini ufficiali, è compatta, quasi magnetica. Ma sugli smartphone il racconto si incrina: altri video mostrano la spianata del Grand Mosalla con spazi vuoti, margini senza la densità che il regime rivendica quando annuncia tra i 12 e i 20 milioni di partecipanti.

La salma di Ali Khamenei e quelle dei quattro familiari

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