
Antonelli è solo il primo: il movimento azzurro sta vivendo un momento straordinario. I giovani emergenti di tutto il mondo vengono a correre da noi
Mario Alberti
28 luglio – 12:56 – MILANO
La storia dello sport italiano è ricca di fenomeni che hanno cambiato le abitudini di un Paese. Negli anni Settanta le imprese di Adriano Panatta e la conquista della Coppa Davis del 1976 misero una racchetta in mano a migliaia di bambini. Oggi quel fenomeno si sta ripetendo grazie a Jannik Sinner e alla straordinaria generazione di tennisti e tenniste italiane protagonisti nei circuiti internazionali. Qualcosa di molto simile sembra accadere anche nell’automobilismo. I risultati di Andrea Kimi Antonelli in Formula 1 hanno riportato il tricolore al centro della scena mondiale. Attorno a lui sta crescendo una generazione di piloti promettenti. Gabriele Minì è protagonista in F.2, Leonardo Fornaroli è entrato nel programma McLaren, Matteo De Palo continua il suo percorso di crescita in F.3 e Matteo Nannini, negli Stati Uniti, ha già conquistato due vittorie in Indy NXT. Un gruppo di talenti che sta alimentando entusiasmo e curiosità, contribuendo a rilanciare l’intero movimento.




