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Il faro che non c’è: come nasce l’illusione ottica

Sull’isola di Lady Elliot, all’estremità meridionale della Grande Barriera Corallina australiana, i fari sono due. Il primo, costruito nel 1873, venne dismesso nel 1995, quando il secondo ne raccolse il testimone: segnalare alle navi la presenza della barriera. Eppure, chi visita l’isola riferisce con regolarità di aver intravisto le tracce di un terzo faro. Calata la notte, all’orizzonte compaiono fasci di luce rotanti che non appartengono a nessuna torre reale…

Il faro che non c’è

È il “faro fantasma”, un’illusione talmente nota da meritarsi menzioni su tutte le guide turistiche dell’isola. Ma non è un’esclusiva di Lady Elliot: la prima segnalazione documentata risale al 1937 e riguarda le coste della Bretagna, in Francia.

Che cosa accade, dunque? Charles Kemp, e il suo gruppo di ricerca della Scuola di Scienze Psicologiche dell’Università di Melbourne, Melbourne, Australia, sono andati sull’isola per scoprirlo. Poi hanno ricostruito l’illusione in un ambiente di realtà virtuale, per verificare di aver interpretato correttamente il fenomeno. Come molte illusioni, anche questa nasce quando il cervello somma le proprie aspettative alle prove dei sensi e ne ricava una conclusione sbagliata.

Come si manifesta

Il ricercatore spiega: «Se volete potete provare a ripetere l’esperimento. Di notte,