
Da Atm ad A2A, da Expo a San Siro: nomine, ex soci, consulenti e finanziatori nella rete di relazioni costruita in dieci anni di giunte Sala
A Palazzo Marino il dopo Sala è cominciato dal consiglio di amministrazione di Atm. Pochi mesi fa Christian Malangone, attuale direttore generale del Comune, è entrato tra i vertici della società dei trasporti con la prospettiva, indicata dalle indiscrezioni, di assumerne in futuro la guida operativa. Il passaggio avviene mentre lo stesso Malangone è indagato per induzione indebita nel filone sul Pirellino e per turbativa d’asta nell’inchiesta sulla vendita di San Siro. Il vertice del controllante ha così messo piede nella controllata.
Bisogna partire da qui per aprire e raccontare una mappa che attraversa ormai dieci anni di governo di quella che un tempo veniva definita capitale morale d’Italia. Dirigenti comunali nominati nelle partecipate. Ex soci del sindaco entrati negli assessorati e nei consigli di amministrazione. Professionisti privati chiamati a valutare o negoziare grandi operazioni pubbliche. Finanziatori elettorali attivi nel mercato immobiliare. I casi sono diversi. Ma c’è un dato comune: la continuità di un numero ristretto di relazioni tra Palazzo Marino, società controllate, studi professionali e grandi progetti urbani.
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