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Il conto dell’AI passa a Wall Street: chi finanzia (e come) i chip di Amazon, Meta e Anthropic

di Giuliana Ferraino

Banche, fondi e assicurazioni anticipano decine di miliardi per processori e data center, da affittare ai gruppi tecnologici. Il rischio arriva anche nei portafogli dei risparmiatori, mentre il costo del debito sale

Il conto dell’intelligenza artificiale si allarga e le società tecnologiche chiamano sempre più spesso la finanza a sostenerlo. Amazon tratta la cessione di processori che continuerebbe a utilizzare pagando un canone. Meta ha affidato a una joint venture con Blue Owl la proprietà del campus Hyperion. Anthropic ricorre a finanziamenti per decine di miliardi per assicurarsi nuovi chip. Banche, fondi e assicurazioni anticipano una parte del capitale necessario: in cambio ricevono interessi e pagamenti legati all’uso delle infrastrutture. Il rischio si distribuisce, ma debiti e impegni non scompaiono necessariamente dai bilanci delle società tecnologiche.

Amazon, chip in affitto

Amazon sta discutendo con gli investitori la cessione di circa 8 miliardi di dollari di processori Nvidia Grace Blackwell a una società veicolo, un’entità creata per acquistare e finanziare quelle apparecchiature. I chip sono distribuiti in oltre dodici data center americani. Il veicolo raccoglierebbe denaro emettendo debito e riaffitterebbe i processori ad Amazon: i canoni pagati dal gruppo servirebbero a rimborsare i finanziatori. L’operazione

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