Calcetti, padel e cene: a Roma nord si sviluppano le conoscenze tra molti volti noti dello sport. E il legame tra Mancini e il nuovo presidente Figc ha giocato un ruolo chiave nella scelta del ct azzurro
Giornalista
15 agosto – 13:40 – MILANO
Amicizie, favori, rapporti di comodo e di potere. In una certa parte di Roma – dal Lungotevere ai Parioli – il mondo funziona così. E i circoli diventano il teatro principale di accordi e strette di mano. Si comincia da una partita a tennis o a calcetto e si finisce a tavolino, magari dopo la doccia, a parlare di affari. Un notaio, un politico, un avvocato e così via: nei circoli romani – se preferite, nei salotti – ce n’è per tutte le esigenze. Non ti serve oggi? Ti servirà in futuro. Quindi meglio averlo come amico. E se poi uno di quei soci diventa per caso presidente federale può far comodo averlo in squadra a calcetto o in doppio a padel, no? I soci si sfidano in tornei all’ultimo sangue, pieni zeppi di ex calciatori, imprenditori, politici. Insomma, personalità




