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Il caffè può far guadagnare di più a bar e ristoranti: come valorizzarlo

L’espresso è spesso l’ultimo ricordo che un cliente porta con sé dopo una colazione, un pranzo o una cena. Eppure, proprio questo momento continua a essere trascurato da molti locali. La qualità dell’acqua, la scelta della miscela, la manutenzione delle macchine e la capacità di raccontare il prodotto possono trasformare una semplice tazzina in un potente strumento di fidelizzazione e valorizzazione dell’intera esperienza. Ogni elemento contribuisce a definire il valore percepito. Ne è convinto Simone Toppi, barman di lungo corso e consigliere nazionale Abi Professional, così come anche Manuel Windegger, esperto di accoglienza e marketing della ristorazione, che invita a ripensare il ruolo della “tazzina” all’interno dell’offerta.

Il caffè: rito italiano e consumo di massa

In Italia il caffè rappresenta un’abitudine consolidata: oltre il 90% della popolazione lo consuma e più di 30 milioni di tazzine vengono bevute ogni giorno. «In Italia il caffè più che una bevanda è più che altro un rito», sottolinea Manuel Windegger, evidenziando come il momento della pausa sia diventato, soprattutto dal Dopoguerra, un’occasione di socializzazione. 

Manuel Windegger, esperto di accoglienza e marketing della ristorazione Manuel Windegger, esperto di accoglienza e marketing della ristorazione

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