
di Sara Gandolfi
Il premier spagnolo Sánchez continua a difendere il predecessore, accusato di traffico d’influenza, tangenti e affari illeciti con l’ex dittatura del Venezuela e la Cina
Un centinaio di pezzi di alta gioielleria e di orologi di lusso, per un valore complessivo tra i 2 e i 3 milioni di euro. Parure di rubini, smeraldi e zaffiri, collane, orecchini e pendenti finemente lavorati, una vistosa gargantilla con 14 rubini di altissima qualità, anelli e bracciali di diamanti. E poi orologi da collezione Omega e Longines. Secondo gli inquirenti, sarebbe questo parte del “bottino” di José Luis Rodriguez Zapatero, l’ex premier spagnolo (2004-2011) al centro di uno scandalo politico-giudiziario che rischia di travolgere il già traballante governo socialista di Pedro Sánchez, che oggi si trova in visita a Roma (ma non incontrerà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni) e continua a difendere il suo predecessore. «Sono tranquillo», ha ripetuto ai giornalisti.
Era il paladino dei diritti civili e della democrazia dal volto umano, il fustigatore dei corrotti, l’avanguardia riformista che con le sue leggi contro la violenza domestica, il matrimonio gay e il codice delle pari opportunità ha fatto scuola nel mondo. Era. Perché oggi si scopre




