di Silvia Morosi
Come sottolinea il Global Footprint Network consumiamo quanto 1,73 Pianeti Terra. Fondamentale investire transizione energetica, mobilità sostenibile, diete a base vegetale e aumento del verde cittadino
Siamo (ancora) in debito con il Pianeta. Il 30 luglio 2026 scatta l’Earth Overshoot Day: fino a fine anno vivremo di risorse naturali che non possediamo, e che sottrarremo alle generazioni future. E in Italia, abbiamo raggiunto questo triste traguardo già dal 3 maggio scorso». La stima è stata calcolata dal Global Footprint Network, organizzazione di ricerca internazionale che promuove la sostenibilità misurando l’impronta ecologica e la capacità degli ecosistemi di rigenerare risorse e assorbire gli impatti delle attività umane. Un dato che mette in luce come l’umanità consumi oggi come se avesse a disposizione 1,73 Pianeti.
Ma cosa significa, nel concreto, aver raggiunto le risorse disponibili? L’umanità, con i suoi oltre 8 miliardi di abitanti consuma oltre le capacità di rigenerazione (e riassorbimento) della Terra. La data dell’Overshoot si è spostata da fine dicembre nel 1970 a luglio nel 2025. Un calcolo che non tiene conto di alcuni danni che abbiamo provocato ormai irreversibili e delle differenze tra un Paese e l’altro. Non tutti gli stati sono considerati




