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Ignazio La Russa: «Ogni voto può avere conseguenze politiche, ma nessuna sfiducia»

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di Monica Guerzoni

Intervista al presidente del Senato dopo la débacle della maggioranza sulla questione delle preferenze nella legge elettorale

«Era un voto a rischio, si è sempre saputo».

E non per questo la batosta brucia meno, presidente Ignazio La Russa?

«Si, vero. Ma l’emendamento era a firma solo di FdI e Noi Moderati. La norma sulle preferenze non era nel testo base della legge presentato dalla maggioranza. Questo è un dato importante, che nei commenti è stato messo in ombra».

Se Meloni sapeva che la maggioranza era spaccata, perché ha tirato dritto? Per stanare gli alleati?
«Assolutamente no. C’è chi ritiene che le preferenze possano creare problemi di trasparenza e chi, come FdI, ritiene che la cosa più importante sia dare al popolo la possibilità di scegliere i propri rappresentanti».

Rivendica la paternità dell’emendamento bocciato?
«Il testo è praticamente quello presentato a mia firma da Fratelli d’Italia cinque anni fa. Era una mediazione anche allora, che prevedeva il capolista bloccato e la possibilità di scegliere tra gli altri nomi in lista».

Un arzigogolo.
«No, una mediazione seria su cui si era trovata l’intesa. Una soluzione che consente di lasciare largamente la scelta agli elettori e, al tempo stesso, di

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