
Sta per chiudersi il Tour de France 2026, con Tadej Pogacar pronto a festeggiare la quinta maglia gialla della sua carriera. È stata però una Grande Boucle particolare, perché intervallata da un episodio che ha coinvolto lo stesso Pogacar insieme a Jonas Vingegaard, controllati di notte e non negli orari normalmente prestabiliti (dalle 6 alle 23), con diverse polemiche legate al mancato riposo dei corridori. I controlli notturni sono legati soprattutto alla caccia alle microdosi di sostanze vietate che hanno vita molto breve nell’organismo e quindi sono difficilmente rintracciabili. L’ultimo allarme riguarda le emoglobine naturali non umane come la M101, prodotte dai vermi marini, che agiscono in via extracellulare e sono quindi più difficilmente rintracciabili, come ci ha spiegato il professor Pietro Mariano Casali, medico dello sport e cardiologo dell’Istituto di Cura Città di Pavia – Gruppo San Donato. “Ci sono diversi modi per aumentare l’emoglobina” spiega Casali: “Un tempo, fino agli anni ’80, le autoemotrasfusioni non erano proibite, poi è arrivato l’utilizzo dell’eritropoietina esogena, quindi somministrata per esempio per via sottocutanea. Oggi si parla anche di microdosi di Epo. Il corpo riesce a nasconderle perché la dose – essendo bassa – viene metabolizzata prima, quindi sfugge più facilmente al controllo”.




