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I fischi a Pogacar al Tour? Una storia già vista con Merckx (che prese anche sassi e pugni)

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Quando non fai che vincere, l’unico vero confronto che hai è con la storia, con i più grandi. “I regali si fanno a Natale, non nelle gare di ciclismo” disse il campione fiammingo dopo l’ennesima vittoria. Scattò l’odio e violenza contro chi “ammazzava” ogni speranza per i rivali

È al Tour del 1972, il quarto che vince consecutivamente, che il rapporto tra Eddy Merckx e la Francia cambia. In gara il grande fiammingo ignora qualsiasi sentimentalismo. Al giornalista Joel Godaert, che osa chiedergli di questo bisogno apparentemente compulsivo di impilare successi uno sull’altro, Eddy risponde con un mezzo sorriso. “I regali si fanno a Natale, non nelle gare di ciclismo”. Vincendo quel quarto Tour, Merckx completerà la seconda doppietta Giro-Tour, affiancando Fausto Coppi, una leggenda. Arriva un punto, quando non fai che vincere, che smetti di misurarti con i tuoi contemporanei e l’unico vero confronto che hai è con la storia del tuo sport. Con il passato, con i più grandi, con il mito. Tadej Pogacar è arrivato da tempo a questo punto. Merckx, per dire, in quel 1972 aveva vinto tre tappe alla Parigi-Nizza, la sua quinta Milano-Sanremo, la Freccia del Brabante, la sua terza Liegi-Bastogne-Liegi, la terza Freccia

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