
di Corriere Animali
Audizione alla Camera del rappresentante di Confagricoltura: «Cambiarne lo status significherebbe la chiusura di moltissime aziende»
Il cavallo? Non è un animale «d’affezione», bensì un animale «agricolo». E tale deve rimanere. Lo ha ribadito oggi, nel corso di un’audizione alla Camera dei Deputati, Ferruccio Baldi, presidente della Federazione nazionale di prodotto cavalli di Confagricoltura.
L’intervento è avvenuto nel contesto del dibattito avviato in Parlamento dopo la presentazione di quattro diverse proposte di legge (C. 48 Brambilla, C. 2187 Zanella, C. 2270 Cherchi, C. 2585 Evi) che puntano ad inserire anche gli equidi tra gli animali d’affezione, al pari di cani e gatti. Un riconoscimento che, se fosse sancito per legge, porterebbe al divieto di macellazione di cavalli, asini, muli e incroci vari ma anche del loro utilizzo per qualunque attività possa essere considerata sfruttamento, dalle esibizioni in pubblico all’utilizzo estremo nelle competizioni.
«Il problema – ha sottolineato l’esponente di Confagricoltura – è economico e gestionale, non etico. La posizione degli allevatori non tocca la sfera etica, ma si fonda su precise realtà economiche e sulla vita quotidiana delle aziende. Trasformare il cavallo in un animale d’affezione significa declassare un intero comparto produttivo a una




