
di Viviana Mazza
I due nodi principali, lo Stretto di Hormuz e il nucleare, e gli altri temi sul tavolo: tra prospettive, intese e pressione dei «falchi» e di Israele
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Perché Trump non ha ancora firmato l’accordo preliminare con l’Iran? Dicono che Trump si sia preso del tempo per assicurarsi che gli iraniani non facciano un passo indietro e per vedere anche le reazioni nel dibattito politico intorno a lui. Nel fine settimana precedente, quando era circolata la bozza dell’accordo sul sito Axios, i «falchi» repubblicani e Israele avevano fatto pressione sul presidente, dicendogli di non firmare un accordo che rafforzi l’Iran e avvertendolo che, rimosso il blocco navale Usa, ci saranno meno leve per spingere il regime a fare concessioni.
Allo stesso tempo, né Trump né i Paesi del Golfo vogliono davvero una ripresa della guerra: vogliono una soluzione diplomatica. Perciò negli ultimi giorni la Casa Bianca ha continuato a trattare sul linguaggio dell’accordo preliminare: questo memorandum d’intesa non risolverà i temi più caldi, rimandati alla seconda fase, ma è chiaro che il presidente vorrebbe un linguaggio che suggerisca concessioni iraniane sin da ora su due temi che, insieme alla riapertura




