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Probabilmente non lo faranno neppure molti dei nostri concittadini, che non lavorano e non hanno reddito o lo hanno troppo basso, per cui non possono versare adeguati contributi previdenziali. O che hanno redditi non dichiarati, cioè in nero, e quindi non ne versano affatto. Situazioni, queste, che sono diretta responsabilità della classe dirigente del Paese, politici in primis, dai sindaci ai parlamentari e ai membri del governo.
Difficile, invece, pensare che il problema delle future pensioni o quello della copertura dei costi dei servizi ai cittadini, sia ascrivibile agli amici a quattro zampe. Una posizione decisamente poco razionale se arriva da un rappresentante delle istituzioni.
La cifra ipotizzata è di 20 euro all’anno e viene precisato che si tratterebbe non di una vera tassa ma di un contributo volontario. Piccola la cifra e nessuna imposizione, insomma. Il punto è la provocazione: l’appello è rivolto solo a chi possiede cani. Come ha spiegato il sindaco nell’articolo di Claudio Del Frate sul Corriere, a San Giorgio su Legnano ci sono 6.800 abitanti, tra cui 250 bambini. I cani




