La fotoreporter aggredita dai coloni: «Temevo di morire, Netanyahu mente»
«Non pensavo che sarei uscita viva da lì», e la versione dei fatti fornita dal premier Benyamin Netanyahu è «una menzogna assoluta e il più grande insulto». Lo ha detto alla tv israeliana Channel 12 la fotoreporter del Washington Post Heidi Levine, aggredita dai coloni in Cisgiordania. «Arrivati sul posto, abbiamo iniziato a notare degli uomini, coloni ebrei, nella valle di fronte a noi», ha raccontato Levine. «Improvvisamente un gruppo di uomini, almeno una ventina, mi si è scagliato contro. Per fortuna indossavo una pettorina e un casco. Mi hanno buttato a terra e hanno iniziato a prendermi a calci e a colpirmi con dei bastoni. Due medici e un’infermiera che mi hanno visitato sospettano che sia stato persino accoltellata ai glutei, forse con un coltello. Altri colleghi mi hanno detto di aver visto dei coloni legare dei chiodi ai bastoni. Ho detto loro che ero una giornalista. Sulla mia attrezzatura protettiva c’era scritto `Press´. Avevo due telecamere con me. Me le hanno strappate dalle spalle e hanno rotto le cinghie. A un certo punto mi hanno aiutato ad alzarmi, ma non per aiutarmi. L’hanno fatto per continuare a derubarmi. Alla fine




