
di Giulio Gori
Intervista al segretario regionale toscano del sindacato dei pensionati: «Lo Stato pone un vincolo e ti dice che il voucher lo devi spendere nel privato o lo perdi: nella nostra storia una cosa così non c’era mai stata»
«La prudenza è necessaria perché stiamo parlando solo del via libera del Consiglio dei ministri. Ma se così restassero le cose, la manovra di Bilancio andrebbe inserita in uno spazio compreso tra l’inutile e il dannoso». Così, Alessio Gramolati, segretario regionale del sindacato pensionati Spi, e già segretario generale toscano della Cgil, commenta i finanziamenti destinati alla sanità per il 2027 dal governo Meloni. Compresa la scelta di introdurre i voucher per pagare servizi sanitari non essenziali: «Per il sistema sanitario pubblico siamo sempre più vicini al punto di non ritorno».
Gramolati, che giudizio dà della manovra?
«Il governo recupera quasi 3 miliardi di euro rispetto ai primi orientamenti emersi nel confronto con la Commissione europea, ma invece di affrontare i veri nodi, mette le risorse in una serie di incentivi che possono solo generare problemi».
Si riferisce ai voucher?
«Sì, i voucher sono la cartina di tornasole delle intenzioni del governo. Stiamo parlando




