
Dopo tutto non notarlo era piuttosto difficile. La statura, i gol segnati in qualsiasi modo e soprattutto quella maniera di muoversi per il campo che proprio non si addice a un ragazzo così alto. Appena a Brema hanno visto Nick Woltemade farsi strada tra le tante squadre giovanili del Werder, hanno capito immediatamente che nemmeno i musicanti della città – uno in groppa all’altro come da fiaba dei fratelli Grimm e come da statua nel centro storico cittadino – sarebbero stati sufficienti a raggiungere le sue vette.




