
Gli Stati Uniti intensificano gli attacchi contro l’Iran, mentre Teheran risponde colpendo obiettivi americani nella regione. Trump valuta raid ancora più pesanti e possibili operazioni di terra nello Stretto di Hormuz.
Gli Stati Uniti hanno condotto una nuova serie di bombardamenti contro obiettivi strategici iraniani, mentre Teheran ha risposto impiegando droni contro installazioni militari americane in Giordania. L’escalation coinvolge ormai direttamente anche altri Paesi del Golfo: il Kuwait ha annunciato di avere intercettato velivoli senza pilota provenienti dall’Iran, mentre in Bahrein sono state attivate le sirene antiaeree. Il Comando centrale delle forze armate statunitensi (CentCom) ha comunicato su X di avere impiegato armamenti di precisione contro bersagli situati in diverse zone dell’Iran, compresa Bandar Abbas, città portuale di importanza strategica sullo Stretto di Hormuz. L’operazione si è conclusa alle 21, ora della costa orientale degli Stati Uniti. «Le forze statunitensi hanno colpito centri di comando iraniani, postazioni della difesa aerea, sistemi missilistici e per droni, oltre a strutture destinate alla sorveglianza costiera», ha spiegato il CentCom. Secondo il comando americano, l’obiettivo dell’offensiva era ridurre ulteriormente la capacità di Teheran di mettere in pericolo gli equipaggi civili delle navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz.
Esplosioni sono state segnalate




