di Redazione Economia
L’Associazione italiani avvocati d’impresa: «In dieci anni la capacità complessiva di smaltire i flussi si è indebolita di un quarto di punto»
La giustizia civile in Italia è ancora in affanno. I nuovi processi in molti tribunali superano lo smaltimento, creando un costante accumulo di pratiche. Nel 2024 la giustizia civile italiana è ancora poco sotto la soglia di equilibrio tra procedimenti definiti e sopravvenuti (clearance rate 0,99), ma è il trend decennale a spiegare la traiettoria di un sistema in affanno: dal 2014 al 2024 l’indice nazionale scende da 1,39 a 1,13, con una variazione di –0,26 punti. L’analisi fatta dall’Associazione italiana avvocati d’impresa mostra un calo iniziale fino al 2016 (1,13), una ripresa tra il 2019 e il 2022 (picco 1,26 nel 2019; 1,22 nel 2022) e una nuova flessione nel biennio 2023–2024.
«In dieci anni la capacità complessiva di smaltire i flussi si è indebolita di un quarto di punto: è un dato che impone una lettura di medio periodo e decisioni di governo del sistema, non interventi episodici», dice l’avvocato Antonello Martinez, presidente dell’Associazione italiana avvocati d’impresa e fondatore dello Studio Martinez & Novebaci.
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