
È tempo che il tennis convochi i suoi Stati Generali e ripensi le regole, prima che lo spettacolo presenti il conto a chi lo rende possibile. Un suggerimento: prendere spunto dagli altri sport
È scattato un allarme rosso. La sensazione inquietante è che il tennis stia divorando se stesso: i primi tre giocatori del mondo, Sinner, Zverev e Alcaraz, fermi a lungo per seri infortuni molto prima dei trent’anni; Rune e Draper, giovanissimi numeri 4, inghiottiti dai loro guai fisici; per non parlare di Hurcacz e Berrettini, Musetti e Fils, Fritz e Fonseca. Gioco logorante, calendari folli, condizioni di gioco impossibili: salvate il soldato tennista. Da qui le molte proposte: cambi di palline più frequenti, racchette più piccole, una sola palla di servizio, abolizione del “let”, set più brevi, revisione delle misure del campo, stop a orari notturni e via così.




