
di Gabriele Guccione
Già candidata presidente e attuale capogruppo del Pd in Regione Piemonte: «Gira voce di una candidatura di Cirio alle Politiche: di certo vive alla giornata»
«Per poter riprendere in mano il governo a Roma, e quindi in Piemonte, la costruzione di un campo progressista è una condizione ineludibile». A due anni esatti dalla rielezione di Alberto Cirio e dalla sonora sconfitta del centrosinistra — che alle Regionali del 2024 si era presentato diviso dal M5S, restando indietro di 20 punti rispetto al centrodestra —, per l’allora candidata presidente e attuale capogruppo del Pd Gianna Pentenero, 62 anni, è arrivato il tempo dei bilanci.
Pentenero, che giudizio dà di Cirio e della sua giunta?
«È una giunta che vive nella emergenza perenne, che non ha saputo dare fino ad oggi soluzioni ai problemi strutturali, a cominciare dalla sanità, che non è governata. Si parla di fare undici nuovi ospedali, ma il rischio è che restino sulla carta. Per non parlare dello sviluppo dei territori: c’era la promessa di una nuova legge urbanistica, alla fine è stato partorito un topolino».
E di Cirio?
«Cirio alimenta l’idea di essere un presidente in fuga, e questo non aiuta».




