di Mara Gergolet
Alle elezioni di domenica 6 settembre in Sassonia-Anhalt, stravinte dall’ultradestra di AfD, la Cdu è crollata oltre ogni previsione: il 18,5% è sotto la soglia psicologica del 20% e nessun sondaggio l’aveva predetto
DALLA NOSTRA INVIATA
MAGDEBURGO – Che tutto stesse andando male per la Cdu, che tutto stesse precipitando verso il disastro, si è cominciato a capire verso le 16 del pomeriggio. Al quartier generale allestito all’albergo Maritim di Magdeburgo, si è cominciato a parlare di «putsch» interno. Ma soprattutto a Berlino, alla stessa ora, si riuniva il Präsidium con il cancelliere Friedrich Merz. L’organo supremo del partito, di norma, si ritrova lunedì mattina. E allora, che cosa sapevano i vertici Cdu di così grave, quali dati elettorali già avevano, per una simile riunione d’emergenza?
Quando le proiezioni sono uscite, è stato chiaro a tutti. La Cdu è crollata oltre ogni previsione. Il 18,5% è sotto la soglia psicologica del 20% e nessun sondaggio l’aveva predetto. Il partito è dimezzato, meglio umiliato. Quando il governatore uscente della Sassonia-Anhalt Sven Schulze sale sul palco, i volti del pubblico sono esterrefatti, paralizzati. Lui dice inespressivo: «Questo è un voto democratico, e io faccio i complimenti al




