
di Marta Latini
Dal recupero degli edifici storici con materiali riutilizzati alla biopulitura senza sostanze tossiche, il restauro abbraccia sempre più i principi della sostenibilità. Nuove tecnologie, materiali ecocompatibili e soluzioni 3D aprono la strada a una conservazione del patrimonio culturale più verde e innovativa
La transizione ecologica coinvolge anche il restauro e le strategie per preservare il patrimonio culturale. Il protocollo Hb, Historic Building, promosso dall’istituto Green Building Council Italia, che rispetta gli standard del sistema di certificazione internazionale Leadership in energy and environmental design, fornisce linee guida per la conservazione e il recupero sostenibili di edifici storici. «Per noi è diventata una metodologia di approccio alla progettazione», afferma l’architetto Cristiano Ferrari che dieci anni fa ha fondato lo studio di ingegneria e architettura Binario Lab a Ferrara. Qui sono sei gli edifici certificati, è un laboratorio nazionale in materia. Quattro sono stati seguiti da Binario Lab. Al momento sta lavorando al restauro del complesso del monastero di Santa Monica, costruito con il supporto di Lucrezia Borgia. «Sono stati rinvenuti affreschi del Cinquecento, saranno restaurati secondo le indicazioni della Soprintendenza», aggiunge. Il Palazzo Gulinelli di Ferrara, reso inagibile dal sisma nel 2012, è stato il primo



