
Nel caso Garlasco emerge una misteriosa valutazione psicologica su Alberto Stasi mai entrata nel processo, mentre la Procura di Pavia indaga anche sulle anomalie nelle analisi del Ris sui pedali della bicicletta.
Una valutazione sulla personalità di Alberto Stasi, mai richiesta dalla Procura che indagava sull’omicidio di Chiara Poggi e mai finita tra gli atti del processo, era negli uffici dei carabinieri del Ris di Parma: 13 pagine, 17 punti, nessuna data e niente firma autografa della professionista che l’avrebbe redatta. È saltata fuori 19 anni dopo e solo dietro un ordine di esibizione della Procura di Pavia.
Ma adesso il mistero si infittisce. Perché Alessandra Bramante, la criminologa il cui nome compare nell’intestazione di quelle pagine, sostiene di non averle scritte: «Non ho mai fatto nessun profilo, se faccio relazioni metto data e firma». La «valutazione psicologica», così viene indicata sotto l’intestazione, è stata recuperata soltanto il 10 settembre scorso ed è finita tra gli allegati al nuovo avviso di chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio.
Il testo prende come riferimento alcuni dei verbali resi da Stasi nelle prime fasi dell’indagine: quelli del 13 e del 17 agosto 2007, quando venne ascoltato come testimone, e quello




