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Garlasco, il post dell’amico suicida di Sempio sulla «verità che nessuno mai racconterà»

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Un post Facebook del 2016, un nickname cabalistico e una traduzione dall’ebraico: l’enigma irrisolto di Garlasco

Nelle grandi inchieste giudiziarie, un dettaglio apparentemente minore può rivelarsi più significativo di tanti dettagli apparentemente maggiori. Fino a poco più di un anno fa, il caso di Garlasco sembrava chiuso — Alberto Stasi condannato in Cassazione il 15 dicembre 2015, e poi dieci anni inconcludenti di dibattiti e perizie —, e invece continua a generare frammenti inquietanti.

L’elemento in questione è un post pubblicato il 19 gennaio 2016 su Facebook da Michele Bertani, amico di Andrea Sempio. Poco più di un mese dopo la sentenza definitiva, Bertani scriveva: «La VeriTa Sta Nelle CoSe Che NeSSuno sa!! la Verità nessuno mai te la racconterà…». Grafia volutamente irregolare, maiuscole sparse, un tono da enigma archeologico. Fatto sta che, nello stesso anno, Bertani si tolse la vita.

La pista cabalistica di Garlasco

A riportare per prima la notizia — dopo un servizio di Chi l’ha Visto? andato in onda lo scorso 4 giugno 2025 — è stata la giornalista Rita Cavallaro (attualmente a Il Giornale), con un articolo sul Tempo del 10 giugno. La Cavallaro ha notato due cose particolarmente interessanti. La prima: quella frase

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