
Diciannove anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua ad aggiungere nuovi capitoli a una vicenda giudiziaria che sembrava definitivamente conclusa e che oggi si trova davanti a uno scenario senza precedenti nella sua storia: da una parte un uomo condannato in via definitiva a sedici anni di reclusione, Alberto Stasi, la cui difesa si prepara a chiedere la revisione del processo; dall’altra Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e unico indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia, per il quale si avvicina la possibile richiesta di rinvio a giudizio.
A riaccendere l’attenzione sono stati soprattutto i filmati recuperati dai dispositivi informatici di Sempio, le sue dichiarazioni televisive, le anticipazioni dei legali di Stasi e una sentenza che riguarda il lavoro giornalistico svolto negli anni sul delitto. Elementi molto diversi tra loro, che alimentano il dibattito pubblico mentre rimane aperta la questione centrale: stabilire quale valore giudiziario possano avere i nuovi accertamenti rispetto alla ricostruzione dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007.
Andrea Sempio verso il processo: la decisione della Procura di Pavia
Il primo elemento da chiarire riguarda lo stato dell’inchiesta. Dopo aver notificato il 28 settembre un secondo avviso di conclusione delle indagini preliminari, la



