
Il caso di Garlasco, negli anni, ha creato delle fazioni non solo fra la gente comune, ma anche all’interno delle trasmissioni televisive. Ecco quali
Le chiacchiere da bar intorno al delitto di Garlasco lasciano il tempo che trovano. Più istituzionali, invece, le trasmissioni televisive che hanno nell’omicidio di Chiara Poggi uno dei propri cavalli di battaglia. Ed è impossibile, nella complessità di un simile caso, con le sue infinite sottotrame, i protagonisti e le comparse, le certezze (poche) e i dubbi (tanti), che non si formino opinioni pubbliche ben precise.
E, spingendosi oltre le opinioni pubbliche, delle tifoserie più o meno precise. Proprio come nelle chiacchiere da bar, c’è chi parteggia per «Alberto Stasi libero», ingiustamente condannato senza prove oltre ogni ragionevole dubbio. I garantisti ritengono che anche gli indizi su Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio, siano del tutto insufficienti per determinarne una sentenza di colpevolezza. Poi ci sono i meno garantisti, che vedono in Stasi o in Sempio gli assassini. È così al bar ed è così nelle trasmissioni televisive. Fra queste ultime, nel novero delle più «garlaschesi» è doveroso nominare Mattino Cinque, condotto da Federica Panicucci e Francesco Vecchi; FarWest, condotto da Salvo Sottile;




