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Funivia Trento-Bondone, si apre l’ipotesi della fermata a Candriai: «Scelte che condizioneranno il futuro della zona»

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di Marika Giovannini

Le critiche di Onda: «La funivia serve a mascherare l’assenza di idee»

La direzione era già stata indicata nelle diverse assemblee sui territori. Ma giovedì, in Aula, il concetto è stato rafforzato: nella definizione del tracciato della funivia Trento-Bondone, verrà approfondita l’ipotesi di una fermata a Candriai. Che oggi non c’è (da Sardagna, nella seconda tratta, si passa infatti direttamente a Vaneze, per poi arrivare a Vason). Ma che viene richiesta a gran voce dalle comunità che vivono sulla montagna del capoluogo.

La mozione firmata da Angeli

L’impegno è al primo punto della mozione firmata da Eleonora Angeli (Gruppo misto), che giovedì ha ricevuto il via libera del consiglio provinciale (17 i pareri positivi, compresi quelli della giunta, 12 gli astenuti, 2 i contrari). Un documento, quello di Angeli, che parte dalla funivia per allargare lo sguardo sullo sviluppo «sostenibile e partecipato» del Bondone. «Il tema della funivia — ha detto infatti in Aula la consigliera — non può e non deve essere affrontato come un intervento isolato, meramente infrastrutturale. Al contrario, rappresenta un’occasione strategica per aprire una riflessione complessiva e finalmente concreta sul futuro del monte Bondone nel suo insieme». Valutandone gli aspetti sociali,

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