
di Stefano Montefiori
Il finto alibi tra chi saccheggia: «Tanto sono assicurati»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – In Rue de Saintonge, una delle vie più chic del Marais, dopo il tramonto i teppisti spaccano la vetrina del negozio di occhiali Le Binoclard e cominciano a portare via la merce. Al secondo piano del palazzo accanto, alla finestra appare un abitante che usa una pentola per gettare acqua bollente addosso ai ladri. È un gesto poco efficace, l’orda quasi non se ne accorge, ma al secondo tentativo l’uomo viene visto. Lo insultano, gli tirano addosso qualche pietra, poi arriva la polizia e tutti scappano. Ma pochi minuti dopo ritornano, e un ragazzo incappucciato e vestito di nero sfonda a calci il portone del palazzo, deciso a farla pagare a quel cittadino che ha osato ribellarsi. Non riuscirà a entrargli in casa, ma altrove non è andata altrettanto bene.
A Douai, nel nord della Francia, un gruppo di persone era riunito nella sala comunale per festeggiare un compleanno. Dalla finestra hanno visto i teppisti danneggiare le auto parcheggiate, sono usciti per fermarli ma sono dovuti rientrare di corsa, attaccati dall’orda. Non è bastato, un ragazzo è riuscito a entrare, ha




