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Fossili nella gola del Bletterbach, un mistero che risale a oltre 250 milioni di anni fa: «È di un rettile marino corazzato, forse una specie sconosciuta»

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di Silvia M. C. Senette

Nuovo studio sui reperti del sito in provincia di Bolzano. Potrebbero risalire a prima della più grande estinzione di massa mai verificatasi sulla Terra

Il Bletterbach, il Grand Canyon dell’Alto Adige inciso dal ruscello di Aldino fino a esporre quaranta milioni di anni di storia geologica e testimonianze di Permiano e Triassico, è oggi al centro della paleontologia mondiale. Un team internazionale di ricercatori ha infatti risolto il mistero di un osso fossile rinvenuto nell’estate del 2010 negli strati di Werfen, nella parte superiore della gola, e rimasto fino a oggi privo di identificazione certa. La svolta scientifica giunge da un’indagine approfondita focalizzata sugli effetti della più devastante estinzione di massa della storia del pianeta, avvenuta 252 milioni di anni fa, quando un intenso vulcanismo, un forte riscaldamento globale e l’acidificazione degli oceani cancellarono circa il 95% delle specie marine e il 75% degli animali terrestri. A fronte di una documentazione fossile scarsa, esaminando sia materiale di nuova raccolta sia reperti già esistenti per comprendere i modelli di estinzione e ripresa dei vertebrati marini, gli studiosi hanno ora decifrato la natura di quel misterioso reperto: «La vertebra appartiene a un rettile marino

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