
Ha già aiutato Stan ad aggiudicarsi i 3 Slam e le Finals, ha guidato Soderling, che con lui ha conquistato il Roland Garros, ed è stato l’allenatore di Johansson. La sua filosofia? “Si lavora lontani dai riflettori”. Ora Jannik lo aspetta per tornare a vincere
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27 ottobre – 12:31 – MILANO
Magnus Norman è nato allenatore e divenuto giocatore di tennis. E no, non abbiamo rifilato un top spin all’orologio. Lo spiegò lui stesso una decina di anni fa: “È che sono cresciuto in una città molto piccola della Svezia, per cui non avevo davvero un coach e mi allenavo da solo. Fin dall’età di dodici anni tenevo dei diari di allenamento e sono sempre stato molto interessato all’aspetto tecnico e metodologico dell’allenamento, anche quando giocavo”. Scienziato prima che artista della racchetta. Norman ha vinto, perso, sfiorato il cielo con un dito (laddove il Cielo è il numero 1 al mondo e fa rima con Slam) e poi ha ripetuto tutto con particolare bravura da allenatore. Anzi, si è superato. Merito anche di una forza mentale sovrumana in campo e fuori. Sinner forse lo ha scelto per quello.




