
Il tecnico portoghese sa di essere arrivato alla guida di una squadra per tanti motivi complicata da gestire. Spesso manca equilibrio nei giudizi, ma intanto i numeri in campionato parlano per lui. E Cardinale lo ha appena elogiato
Consapevolezza ed equilibrio. Ruben Amorim la prima ce l’ha in dosi abbondanti, le stesse che vorrebbe – ma non trova – anche per il secondo concetto. D’altra parte calcio ed equilibrio sono termini per lo più destinati a fare a botte. Negli ultimi anni soprattutto al Milan, verrebbe da dire osservando la girandola di allenatori, dirigenti e giocatori che ha visto il proprio apice nel reset totale di fine maggio da parte della proprietà. Sì, Amorim è sbarcato a Milanello con un’età che in termini anagrafici non permette evidentemente un bagaglio enorme di esperienza, ma anche con piena consapevolezza dello scenario nel quale era stato chiamato a lavorare. “So che attorno al club è difficile – ha detto qualche giorno fa, ed era dopo l’inebriante quattro a zero rifilato al Salisburgo a domicilio -. Ho scelto i due club più difficili che potessi scegliere nelle ultime due esperienze”. Consapevolezza, appunto, unita senza dubbio al fascino dato dall’opportunità di essere l’artefice della possibile




