di Gabriele Petrucciani
Simone Bini Smaghi (Arca Fondi): «Con la volatilità gli investitori cercano di coniugare qualità e diversificazione». Tra gli strumenti, Piani individuali e portafogli che aumentano progressivamente l’esposizione all’azionario
La prudenza resta il baricentro delle scelte dei risparmiatori italiani. La volatilità dei mercati ha orientato la raccolta del risparmio gestito verso strumenti percepiti come più stabili e capaci di accompagnare l’ingresso sui mercati senza concentrare il rischio in un unico momento.
Obbligazionari, monetari e soluzioni a esposizione graduale raccontano un’industria che intercetta il bisogno di protezione, mentre sullo sfondo resta il nodo più importante: trasformare la liquidità delle famiglie in investimenti di lungo periodo, utili anche a finanziare l’economia reale. I dati di Assogestioni mostrano un’industria con patrimonio superiore a 2.580 miliardi di euro e una raccolta netta 2026 positiva, sostenuta soprattutto dai fondi aperti.
All’interno di questo perimetro, gli obbligazionari registrano flussi positivi, mentre i monetari attraggono risorse da chi preferisce mantenere una quota di portafoglio facilmente liquidabile.
Gradualità
Azionari, bilanciati e flessibili risentono invece di un atteggiamento più selettivo, coerente con una fase in cui molti investitori cercano rendimento e controllo del rischio. «Le oscillazioni dei mercati non hanno cambiato in modo significativo




