di Redazione Economia
Turismo lunare, satelliti, space mining: l’economia oltre l’atmosfera cresce e mette in crisi le vecchie regole fiscali. Eurispes propone una nuova Space Tax globale per evitare che lo Spazio diventi un paradiso per pochi
A chi dovrebbe pagare le tasse un ipotetico turista spaziale che, nel 2054, decidesse di trascorrere una settimana sulla Luna? La domanda può sembrare bizzarra, ma sta diventando sempre più concreta. Già oggi alcuni operatori offrono, a costi proibitivi, le prime esperienze oltre l’atmosfera e l’offerta è destinata a crescere rapidamente, anche grazie ai programmi di società come SpaceX. Così, mentre sulla Terra si discute degli effetti dell’overtourism, il fisco si prepara a confrontarsi con una nuova frontiera.
Lo studio Eurispes
Il tema è stato analizzato da Eurispes, che in un recente studio ipotizza l’introduzione di una tassazione specifica. L’obiettivo è evitare che lo spazio si trasformi nell’ennesimo paradiso economico e fiscale accessibile a pochi privilegiati. Secondo lo studio del Laboratorio Eurispes sulle politiche fiscali e tributarie, coordinato da Giovambattista Palumbo, senza un quadro normativo adeguato esiste il rischio concreto che l’economia spaziale produca nuove disuguaglianze, favorendo gli Stati con maggiori capacità di investimento e lasciando indietro gli altri.




