
di Anna Fregonara
Oltre 5.000 indagini sui rifiuti condotte su un’area che rappresenta l’86 per cento della popolazione mondiale. Gli imballaggi di cibi e bevande compaiono tra i primi tre tipi di rifiuto più abbondanti nel 93 per cento delle nazioni esaminate, comprese quelle più popolose del pianeta
Bottiglie d’acqua, tappi, vaschette, incarti di snack. Sono questi gli oggetti che più di ogni altro finiscono sulle spiagge del mondo. Lo dice il primo studio globale che ha catalogato i rifiuti marini in base al loro uso originario, pubblicato sulla rivista One Earth e coordinato dall’Università di Plymouth insieme all’Agenzia nazionale per la ricerca dell’Indonesia, alla Brunel University di Londra e al Plymouth Marine Laboratory.
Cinquemila indagini sulle spiagge di 112 Paesi
I ricercatori hanno messo insieme i dati di oltre 5.000 indagini sui rifiuti condotte sulle spiagge di sette continenti, nove sistemi oceanici, 13 mari regionali e 112 Paesi, un’area che rappresenta l’86 per cento della popolazione mondiale. È emerso che gli imballaggi di cibi e bevande compaiono tra i primi tre tipi di rifiuto più abbondanti nel 93 per cento delle nazioni esaminate, comprese quelle più popolose del pianeta, tra cui il Regno Unito e le prime




