
di Roberta Polese
A palazzo Ferro Fini la proiezione di «Lasciatemi morire ridendo». Assente Fratelli d’Italia, il capogruppo Claudio Borgia: «Siamo per il potenziamento delle cure palliative»
Il fine vita torna al centro del dibattito politico veneto. Oggi, mercoledì 13 maggio, Palazzo Ferro-Fini ospiterà la proiezione di Lasciatemi morire ridendo, il docufilm dedicato a Stefano Gheller, il 49enne vicentino malato di distrofia muscolare morto nel febbraio del 2024, e simbolo della battaglia per il suicidio medicalmente assistito in Italia. Un appuntamento che riporta in aula una questione rimasta aperta dopo la bocciatura, nel gennaio 2024, della proposta di legge regionale sul fine vita, la cui votazione finì con 25 voti a favore, 22 contrari e 3 astenuti, non raggiungendo la maggioranza necessaria.
Spazio di ascolto
Promossa dalla consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Elena Ostanel, l’iniziativa vuole riaprire il confronto politico partendo dalla storia personale di Gheller, primo paziente veneto, e secondo in Italia, a ottenere dalla propria Usl il via libera all’accesso al suicidio assistito secondo i criteri fissati dalla sentenza sulla morte di Dj Fabo, nel 2017. Gheller morì per complicanze legate alla malattia, proprio mentre il Consiglio regionale affossava la legge che avrebbe dovuto




