Home / Politica / «Farai il commissario Ue». Quel «dono» del Pd che Conte ha rispedito al mittente

«Farai il commissario Ue». Quel «dono» del Pd che Conte ha rispedito al mittente

image

di Francesco Verderami

La proposta in cambio del sì alla candidatura di Schlein

Gli avevano proposto «un futuro alla Prodi», un ruolo in Europa nella prossima Commissione, a patto di lanciare Elly Schlein come candidata da premier: ma Giuseppe Conte ha rifiutato. Temere gli alleati e i doni che portano è la prima regola del Campo largo. E l’ex premier l’ha applicata. Non solo perché — come racconta un autorevole esponente di M5S — «era un assegno postdatato», da incassare nel 2029. Ma anche perché rischiava di essere scoperto. Tre anni in politica sono un’era geologica, di qui ad allora non si sa chi e come avrebbe potuto garantirgli la promessa.

È stato elegante il modo in cui Conte ha mandato a farsi benedire il messaggero del Pd. Ancora più significativo il silenzio che ha accompagnato l’altra parte della proposta: perché in attesa di una poltrona a Bruxelles, gli veniva suggerito di giocarsi comunque le carte per la poltrona di Roma: quella del presidente della Repubblica. E lì ha avuto la netta percezione che invece di un «futuro alla Prodi» gli volevano far fare la fine di Prodi.
A parte le insidie incartate nell’offerta, Conte non poteva accettarla

Tagged: